Mosca, 1971. Un esperimento che cambiò la storia della psicologia.
In piena guerra fredda, in un'università di Mosca, una ragazza di 17 anni di nome Helena suonò un pezzo da concertista davanti a un pubblico di docenti e studenti.
Quando finì, l'applauso durò oltre 10 minuti.
Quello che il pubblico non sapeva era che Helena non aveva mai toccato un violino in vita sua.
Nelle 8 settimane precedenti, sotto la guida del neuropsicologo russo Vladimir Raikov, Helena aveva fatto solo una cosa. Aveva immaginato di suonare il violino, in uno specifico stato modificato di coscienza, seguendo una procedura ipnotica costruita da Raikov nei suoi laboratori.
Lo psicologo americano che andò a vedere coi suoi occhi.
Quando la notizia uscì dai confini sovietici, alcuni ricercatori americani si interessarono al fenomeno. Tra loro c'era uno psicologo di nome Stanley Krippner. Non era un giornalista in cerca di scoop. Era un professionista, autore di studi sulla coscienza, docente universitario.
Krippner volò a Mosca per verificare con metodo se quello che si raccontava su Raikov fosse vero. Rimase lì alcune settimane. Osservò gli esperimenti in prima persona. Studiò la procedura in dettaglio.
Quando tornò in America, ricostruì il protocollo che Raikov usava, organizzandolo in 5 fasi distinte. È quel protocollo che ha viaggiato negli anni successivi e che, in una versione adattata a contesti gruppali sicuri, sperimenteremo insieme nelle 4 serate.